Roberta ricattata (2002), p.8 – Un pomeriggio con Gianni

Durante l’assenza di Lorenzo, Roberta era stata costretta a passare

tutto il suo tempo in universita’ con Gianni. Durante le lezioni,
Roberta doveva sedersi vicino a lui, di solito nei banchi in fondo;
per prima cosa, Gianni le ordinava di consegnargli le mutandine, in
modo che il corpo della ragazza fosse piu’ accessibile. Poi, per tutta
la durata della lezione, Gianni la toccava fra le cosce nude o le
palpava i seni, e la costringeva a infilargli una mano nella patta e
masturbarlo. Un paio di volte, quando erano seduti piu’ defilati,
Gianni l’aveva anche fatta mettere in ginocchio fra le sue gambe e si
era fatto succhiare per tutta la lezione. Quando uscivano dall’aula,
Gianni era generalmente molto eccitato e la portava in una toilette
fuori servizio. Li’ il ragazzo la faceva spogliare e la prendeva. La
sua posizione preferita consisteva nel fare mettere Roberta, nuda, a
quattro zampe sul pavimento del cesso, e nel prenderla da dietro. Due
volte, in quella posizione, l’aveva anche sodomizzata. Fra tutti i
ricattatori di Roberta, Gianni era quello che aveva il membro di
maggiori dimensioni: essere penetrata analmente da lui era molto
doloroso per Roberta, ma, dato il luogo, si sforzava di soffocare i
propri gemiti di dolore.

Gianni le aveva anche dato una serie di istruzioni circa come eseguire
diversi compiti. In particolare, le aveva insegnato a rispondere
sempre alle sue domande con frase complete e non con semplici ‘si’ o
‘no’. Se gli sembrava che le risposte di Roberta non fossero
soddisfacenti, al termine delle lezioni la portava in bagno, la faceva
mettere faccia alla parete, le ordinava di scoprirsi il culo e la
frustava con la cinghia.

Ogni giovedi’, Roberta tornava a casa presto per dare ripetizioni di
matematica a un liceale del primo anno. Quando Gianni venne a
conoscenza di questo fatto, decise di sfruttarlo per divertirsi con
Roberta. Il giovedi’ successivo accompagno’ personalmente Roberta a
casa, e sali’ a casa sua. I genitori di Roberta lavoravano, e il
fratello minore non tornava prima di sera.

Appena furono in casa, Gianni ordino’ a Roberta di condurlo in camera
sua. Quindi, si volse alla ragazza, e, senza dir nulla, le tiro’ su la
gonna. Roberta aveva consegnato le mutandine a Gianni, e la sua vagina
era accessibile. Obbediente, allargo’ le cosce per lasciarsi toccare
dal suo padrone. Gianni prese a strusciare il palmo sulla fessura
della ragazza, fissando Roberta, che abbasso’ lo sguardo arrossendo.
Senza togliere la mano, quindi, Gianni le chiese: – Fra quanto tempo
arrivera’ il tuo studente?

– Mezz’ora, – rispose Roberta. La sua voce tremava leggermente. La
mano di Gianni si strusciava insistentemente sul suo sesso.

– Dimmi di lui: come si chiama, quanti anni ha.

– Si chiama Davide… ha quindici anni… – mormoro’ ancora lei.

Gianni sorrise. – Scommetto che ti guarda le tette e che gli diventa
molto duro, – disse. – Una vacca come te lo fa rizzare anche ai
bambini, non e’ vero?

Roberta arrossi’. Sapeva che avrebbe dovuto rispondere di si, e a
modo, ma l’idea di coinvolgere un minorenne la spaventava. – No… non
e’ vero…. – mormoro’. – Ti prego…

– Ti prego cosa? – fece Gianni, infilandole il dito medio nella
vagina. Roberta trattenne il fiato un attimo sentendosi penetrare. –
Ti prego… non coinvolgerlo…

Gianni scosse il capo, sfilando il dito e rifilando una secca sberla
alla fica della ragazza. – Non spetta a te dirmi cosa devo o non devo
fare, – disse severamente. Le pizzico’ le grandi labbra, crudelmente.
– Sai benissimo cosa meriterebbe il tuo culo per non avermi risposto
come si deve. Ma ti puniro’ diversamente.

Avvicino’ il volto a quello della ragazza, e la bacio’. Roberta
rispose con la lingua, suo malgrado, come era stata addestrata a fare.
– Oggi verrai umiliata come una cagna di fronte a un quindicenne
arrapato. Ogni tuo errore, come quello che hai appena fatto, verra’
punito quando ci sara’ qui Davide. – La pizzico’ piu’ forte per
incitarla a rispondere, affondando le unghie nella carne delicata
della ragazza.

Quindi, la lascio’. – Ora scegliero’ cosa farti indossare per il tuo
incontro con Davide. Fammi vedere dove tieni intimo, magliette e
gonne.

Roberta non oso’ replicare di nuovo. – Si… subito – mormoro’,
affrettandosi ad aprire le ante dell’armadio. Magliette, gonne e
intimo stavano in tre diversi cassetti di una grande cassettiera.
Gianni osservo’ il contenuto dei cassetti, quindi tiro’ giu’ alcune
scatole che stavano sui ripiani superiori, selezionandone alcune e
appoggiandole sulla cassettiera. Quando fu soddisfatto, si volto’ a
Roberta. – Devi cambiarti, puttana, non hai sentito? Togliti tutto.

Roberta arrossi’, e inizio’ a spogliarsi. Si tolse le scarpe, la
camicetta, la gonna. Gianni aspettava. Quando la ragazza fu nuda, le
si avvicino’. – Ora scegliero’ qualcosa che ti faccia apparire molto,
molto troia, – le disse. – Mentre io decido come umiliarti di fronte
al tuo studente, professoressa, tu ti metterai qui in ginocchio a
succhiarmelo per dimostrarmi quanto mi sei grata per il modo in cui
sarai degradata oggi.

Roberta non pote’ che inginocchiarsi, obbediente, trattenendo le
lacrime, mentre lui iniziava a controllare gli indumenti della
ragazza. Gli slaccio’ i pantaloni, e lo tiro’ fuori, com’era ormai
abituata a fare. Gianni era molto severo nel giudicare il modo in cui
Roberta lo succhiava. Temendo le sue reazioni, Roberta inizio’ a
leccarlo dolcemente e quindi lo prese in bocca, succhiandolo
lentamente fino alla radice, e poi iniziando a muovere le labbra,
sensualmente, avanti e indietro lungo l’asta.

Gianni inizio’ a selezionare dei capi. Roberta si accorse che stava
anche verificando le taglie. Finalmente, trovo’ il primo capo di suo
gradimento. Era un tanga lilla, probabilmente di qualche anno prima,
perche’ si trovava in una scatola ed era una taglia piu’ piccolo
rispetto alle mutandine riposte nella cassettiera. Sorridendo, Gianni
lo sventolo’ di fronte al viso di Roberta. = Penso che questo sia
l’indumento adatto per mettere in risalto il tuo culone da vacca. Sei
d’accordo?

Roberta sapeva che non doveva smettere di succhiare Gianni senza
permesso, e che tuttavia, era tenuta a rispondere alle domande
dirette. Con voce soffocata dal grosso membro del ragazzo, mormoro’ –
si, sono d’accordo… mettera’ in risalto… il mio culone da vacca.

Gianni rise. Gli piaceva sentire parlare Roberta quando aveva la bocca
piena. – Tirati su la gonna e accarezzati il buco del culo mentre lo
succhi, – disse Gianni. – Con tutte e due le mani.

Roberta arrossi’ per quell’ordine umiliante, ma obbedi’, sollevandosi
la gonna e aprendosi suo malgrado le natiche. Inizio’ ad accarezzarsi
l’ano mentre prendeva il membro di Gianni piu’ a fondo.

Gianni continuo’ la sua cernita, scegliendo un paio di autoreggenti
nere, e la gonna piu’ corta che trovo’, una mini color carne. Man mano
che sceglieva gli abiti per Roberta, glieli mostrava e li buttava per
terra.

– Ti piace accarezzarti il buco del culo, vero, tettona? – le disse
Gianni, mentre cercava una maglietta. – Si, mi piace… accarezzarmi
il buco del culo, – rispose lei, continuando a succhiare.

Infine Gianni trovo’ una maglietta, anch’essa probabilmente di diversi
anni prima. Quindi, volse lo sguardo alla fanciulla inginocchiata,
osservandola con un ghigno di piacere mentre lei faceva scivolare la
bocca sul suo membro. – Questo sara’ il tuo abbigliamento per le
ripetizioni di oggi, professoressa, – le disse. Guardo’ l’orologio. –
Dovrebbe essere qui fra dieci minuti, ma so che hai troppa voglia per
aspettare. Comincia a mettere le calze e la maglietta, ma sbrigati, ho
voglia di leccare a fondo la fica di una troia.

Roberta si sedette sul pavimento e infilo’ le autoreggenti. Quindi,
prese la vecchia maglietta scelta da Gianni, e la indosso’ con
difficolta’. Era semplicemente scandalosa. Era almeno due taglie
troppo piccola, inadatta a contenere le grosse mammelle della
studentessa. La scollatura, gia’ ampia, veniva ulteriormente tirata
dalle forme piene della ragazza: lasciava in vista una buona meta’ dei
suoi seni, arrivando a coprirla fino a non piu’ di un paio di
centimetri sopra i capezzoli, che disegnavano due cerchi scuri, ben
visibili, sotto il sottile tessuto di cotone. Roberta si rese conto
che Davide stava per arrivare e arrossi’ di vergogna al pensiero.

Gianni la prese per i capelli e la spinse verso la scrivania. –
Siediti qui sopra. Voglio vederti a cosce spalancate.

Lei si sedette sul piano della scrivania e divarico’ le gambe. Gianni
si sedette sulla sedia di Roberta, di fronte alla vagina aperta della
ragazza. Si chino’ avanti e inizio’ a leccarla lentamente. Roberta si
appoggiava con le mani alla scrivania e non poteva far altro che
lasciare che il ragazzo gustasse la sua vagina in quel modo osceno. La
lingua di Gianni scivolava sul suo sesso in lunghi, lenti movimenti,
da un’estremita’ all’altra della fessura. Mentre la leccava, Gianni
alzo’ le mani ai seni di lei e prese a strizzarli, anche questo
lentamente, dalla base ai capezzoli, tirandoli e premendoli come se la
mungesse. – Dimmi che sei una cagna che beve la sborra dei bambini, –
le disse. Roberta non pote’ piu’ trattenere le lacrime, ma mormoro’: –
sono… una cagna che beve la sborra dei bambini…

Roberta si rese conto che, inevitabilmente, si stava bagnando, e i
suoi capezzoli si stavano indurendo. Era questo che Gianni voleva.
Continuo’ finche’ la vagina di Roberta non fu cosi’ lubrificata che la
lingua del ragazzo ci scivolava dentro, involontariamente, a ogni
leccata. Quindi si ritrasse, lasciando Roberta arrossata e leggermente
ansimante.

– Dove tieni il rossetto? – le chiese.

Roberta rispose che lo teneva nella borsa, indicandola. Gianni frugo’
nella borsa e, trovatolo, lo porse alla ragazza.

– Romano mi ha detto che ti dona molto il rossetto sulla fica. Fammi
vedere.

Roberta prese il rossetto. Tremando, lo apri’ e inizio’ ad applicarlo
alle proprie grandi labbra, sotto gli occhi di Gianni. – Mmmh… stai
dando uno spettacolo molto arrapante, seduta a cosce larga, con quelle
autoreggenti e quella maglietta da vacca, – le disse lui. – Ti
riempirei quella ficona di cazzo subito, se non aspettassimo ospiti.

Attese che Roberta avesse finito, quindi la esorto’: – Ora, puttana,
vai a prendere un paio di scarpe con i tacchi.

Roberta annui’, mormorando, – si, subito, – e usci’ dalla stanza,
tornando dopo un minuto con un paio di scarpe, che mostro’ a Gianni.
Lui annui’. – Indossale, e metti anche il tanga e la gonna.

Roberta obbedi’. Il tanga era piuttosto stretto, al punto che
l’elastico non le arrivava in vita, attraversando la parte superiore
della natiche e del pube. La parte anteriore era troppo piccola
persino per coprire del tutto le sue grandi labbra. La gonna era
sufficientemente lunga da coprire i bordi delle autoreggenti, ma solo
se Roberta era in piedi o seduta composta.

Gianni la osservo’ con calma. – Si, sei molto provocante, vestita
cosi’, vacca, – le disse, toccandola. Le palpo’ le cosce, il culo, le
tette.

In quel momento suono’ il campanello. Gianni fece un gesto a Roberta.
– Vai ad aprire, – le disse. Roberta esito’, quindi tiro’ verso il
basso l’orlo della gonna, cerco’ invano di sistemare la maglietta, e
si decise ad andare ad aprire. Quando Davide la vide, i suoi occhi si
spalancarono per la sorpresa. Per un istante diede un’occhiata alla
scollatura della maglietta di Roberta; poi distolse lo sguardo,
entrando in casa. Roberta lo condusse, come sempre, in camera. Qui,
Davide ebbe la sorpresa di trovare uno sconosciuto.

– Questo e’ Gianni – mormoro’ Roberta. – Si tratterra’… per un
po’…

Davide e Gianni si salutarono. Quindi, Roberta e Davide si sedettero
alla scrivania, Davide tiro’ fuori i propri libri. Prima che
iniziassero, Gianni intervenne. – Quanto la paghi? – chiese a Davide.
Il ragazzino sembro’ stupito dalla domanda. Guardo’ Roberta, incerto
se rispondere, ma la ragazza teneva gli occhi sui libri, in silenzio.
– Ventimila lire all’ora, – rispose infine Davide.

Gianni annui’. – Oggi, con la stessa cifra, ti faro’ avere un servizio
molto migliore. Tira fuori i soldi.

Davide esito’ nuovamente. Il tono di Gianni sembrava deciso, anche se
non minaccioso. Il ragazzino prese il portafoglio e ne trasse due
banconote da diecimila.

– Siediti sulla scrivania, Roberta, – ordino’ Gianni, prendendo i
soldi di Davide.

Roberta arrossi’ violentemente. Per quanto quello che stava per
succedere fosse inaccettabile, sapeva di non avere scelta. Sposto’ i
libri di Davide e si sedette sulla scrivania. Il ragazzino poteva
chiaramente vedere l’orlo delle autoreggenti di Roberta, e intravedeva
anche le mutandine. Gianni arrotolo’ le banconote a sigaro. – Sposta
il tanga, Roberta, mettiamo via i soldi. –

Davide era stupefatto, e rosso in volto. Roberta divarico’ leggermente
le cosce, e, senza dir nulla, prese il tanga, scostandolo e
scoprendosi la fessura. Davide stava iniziando a capire, e sorrise,
guardandola fra le cosce. Roberta teneva gli occhi bassi. Il fatto di
avere le grandi labbra dipinte di rossetto aumentava l’umiliazione,
gia’ quasi insopportabile, di stare mostrando le parti intime a quel
ragazzino. Gianni si avvicino’ e le apri’ la fessura con una mano,
infilandoci lentamente le banconote. Gli occhi di Roberta si
riempirono di lacrime.

– Non sapevi che Roberta fosse una simile puttana, vero? – disse
Gianni a Davide.

– No, non lo sapevo, – rispose il ragazzino, sorridendo nuovamente.
Davide non poteva non essersi accorto che Roberta stava piangendo, ma
faceva finta di niente. Evidentemente, gli andava bene cosi’.

Gianni spinse i soldi dentro la vagina di Roberta, e rimise a posto il
tanga. – Ventimila lire sono un prezzo piu’ che adeguato per una troia
come te, non e’ vero, Roberta? – le disse. – Inginocchiati e dimostra
la tua riconoscenza a Davide.

Roberta scese dalla scrivania. – Aspetta, – le disse Gianni, – prima
mettiti in ordine. – Cosi’ dicendo, le sollevo’ la gonna,
arrotolandola sui fianchi della ragazza. Davide vide i fianchi e le
natiche di Roberta. Piu’ che coprirla, il tanga serviva solo a
esaltare oscenamente le sue giovani, invitanti forme. – Va bene, –
disse Gianni, colpendola con una pacca sulle natiche, – in ginocchio,
ora.

Roberta si mise in ginocchio di fronte al ragazzino. – Scommetto che
hai una gran voglia di quelle tette, vero, Davide? – disse Gianni. Il
quindicenne annui’. – Oh si, – disse, – sono molto arrapanti.

– Tirale fuori, Roberta, – ordino’ Gianni.

Roberta slaccio’ qualche bottone della maglietta, e tiro’ fuori i seni
uno a uno. Davide la osservava, eccitatissimo. Quindi, Gianni le prese
i polsi, costringendoli dietro la schiena della ragazza e
trattenendoli. In quella posizione, i grossi seni della studentessa
erano offerti in modo molto invitante. – Puoi toccarle, ora, Davide.

Davide esito’ solo un istante. Quindi, si chino’ in avanti e prese in
mano la morbida carne della ragazza. Roberta rabbrividi’, sentendo le
mani di un ragazzino che la toccavano in quel modo. Davide la palpava
avidamente, strizzando i seni pieni di Roberta. Gianni si chino’,
sempre trattenendo i polsi della ragazza, e la colpi’ con una violenta
pacca sulle natiche. – Usa le tette per ringraziare Davide dei soldi
che ti ha dato, cagna, – le disse. La prese per i capelli e la spinse
avanti. Davide non si mosse, lasciando che Gianni conducesse. Roberta
dovette appoggiare i seni nudi sulla patta del quindicenne. Quindi,
spinta da Gianni, inizio’ a strusciarli sul membro del ragazzino,
massaggiandolo attraverso i calzoni.

Roberta teneva ancora gli occhi bassi, ma Gianni la colpi’ con una
nuova, violenta pacca sulle natiche. – Ora basta fare la timida,
Roberta, – disse. – Guarda Davide negli occhi e digli quanto hai
bisogno di cazzo e di sborra.

Roberta, suo malgrado, alzo’ gli occhi al suo studente. – Io… ho
tanto… bisogno di cazzo… e si sborra… – mormoro’. Davide
sorrise, quindi guardo’ Gianni. – Posso farle tutto quello che voglio?

Gianni riflette’ qualche secondo. – Per oggi, saro’ io a condurre. Che
ne diresti di vedere il suo grasso culone da vicino, nudo?

Davide annui’. – Oh si, mi piacerebbe molto… – disse, sorridendo.

– Bene, – rispose Gianni. – Puttana, tiraglielo fuori e poi alzati in
piedi.

Roberta, suo malgrado, inizio’ a slacciare i jeans di Davide. Il
ragazzino non si oppose, lasciando che lei li slacciasse del tutto e
glielo tirasse fuori. Il membro di Davide era gia’ molto duro. Quindi,
Roberta si alzo’. Gianni le strappo’ di dosso il tanga, e la fece
girare di spalle a Davide.

– Ora massaggialo con quel grosso culo, – le ordino’ Gianni,
colpendola con un ceffone sui seni nudi. Roberta si asciugo’ le
lacrime, e si chino’. Umiliata, appoggio’ le natiche nude sul membro
del ragazzino. Oscenamente, inizio’ a muovere il bacino, strusciando
le natiche sul sesso del suo allievo. Davide la abbraccio’ e inizio’
ad accarezzarle i seni e la fica mentre lei lo masturbava in quel modo
degradante. Davide gemeva di piacere.

Gianni si avvicino’ e sfilo’ i soldi dalla vagina di Roberta. –
Masturbalo con la fica, ora, cagna. Fagli sentire le grandi labbra che
sbaciucchiano il suo cazzo, ma senza prenderlo. Non vogliamo che tu
goda.

Roberta rispose – si, signore, – e sposto’ indietro il bacino,
appoggiando la vagina sul membro di Davide. Lentamente, inizio’ a
strofinarla su di lui. Le grandi labbra di Roberta si appoggiavano ai
lati del membro del ragazzino.

Gianni prese il mento di Roberta e le fece alzare il volto, per farla
guardare mentre si slacciava la cintura. – Ora Davide, Roberta ha
bisogno di essere punita per alcune mancanze di cui si e’ resa
colpevole prima che tu arrivassi, – disse. – Devo frustarla sulle
tette. O preferisci che io aspetti che tu sia andato via?

Davide esito’. – Oh, no, – disse poi, – frustala… mi piace…

Gianni sorrise, e piego’ la cintura in due, fissando Roberta. Quindi,
le sollevo’ la mammella destra, sorridendo crudelmente. – Continua a
nassaggiare il tuo cliente, puttana, – le disse, – non voglio vederti
fermare per nessun motivo. Ti e’ chiaro?

– Si, signore, – mormoro’ lei. Gianni annui’ e inflisse il primo colpo
sulla mammella di Roberta. La ragazza sussulto’, ma suo malgrado
continuo’ a massaggiare Davide. Sentiva il membro di Davide che, ogni
tanto, scivolava dentro di lei, ma poiche’ le era stato vietato di
prenderlo, ogni volta si affrettava a farlo uscire, temendo ulteriori
punizioni da parte di Gianni. Il ragazzino, invece, cercava ogni volta
di trattenerla. Gianni inizio’ a colpirla con regolarita’.

Quando passo’ all’altro seno, Roberta senti’ nuovamente il membro di
Davide che scivolava dentro di lei. Questa volta il ragazzino la
afferro’ per i fianchi, piantandola saldamente sul proprio membro.
Roberta cerco’ di divincolarsi, inutilmente. – Ah… sei riuscita a
prenderlo in fica, vero troia? – le disse Gianni, accorgendosi di
quanto era successo. – Questo ti costera’ una punizione ulteriore.
Adesso lascia che Davide ti scopi.

Roberta inizio’ suo malgrado a cavalcare il membro di Davide, mentre
Gianni, per punirla, le passava la cintura intorno ai seni. Fece fare
due giri completi alla cintura attorno ai seni della ragazza, e quindi
la allaccio’. La cintura le strizzava i seni, facendo sporgere
oscenamente i bei capezzoli. Gianni inizio’ a stropicciarli finche’
furono eretti.

Quindi, mentre Roberta veniva posseduta in profondita’, Gianni prese
dall’armadio una gruccia, di quelle dotate di mollette, per gonne.
Torno’ da Roberta, e applico’ le mollette ai capezzoli di Roberta,
dopo averli nuovamente stropicciati. Le mollette della gruccia
schiacciavano crudelmente i delicati capezzoli della fanciulla, che
inizio’ a gemere di dolore e piangere. Questo non fece altro che
eccitare di piu’ Davide, che inizio’ a pompare con foga nella vagina
di Roberta.

– Se le palpi le tette ora, – disse Gianni a Davide, – le farai molto
male. Che ne dici di darle una bella strizzata?

– Oh si, – mugolo’ Davide. Porto’ le mani ai seni legati di Roberta e
inizio’ a strizzarli con forza, strappandole nuove lacrime. Gianni lo
lascio’ fare per un po’. La violenza con cui Davide tormentava i seni
della ragazza e spingeva nella sua vagina gli fece capire che Davide
era prossimo all’orgasmo. – Preferisci venirle nella fica o riempirle
la faccia di sborra? – gli chiese.

– Oh… – mugolo’ il ragazzino, – mi piacerebbe riempire di sborra il
suo visino… e le sue tettone.

– Vuoi che Roberta usi la bocca ora?

– Oh si…

Gianni prese Roberta per i capelli. – Hai sentito, cagna? Smettila di
succhiargli il cazzo con quella sporca fica, e mettiti in ginocchio
come si deve.

Roberta, piangendo, si alzo’. Si giro’ verso Davide e si inginocchio’.
Gianni le prese i polsi e, nuovamente, glieli forzo’ dietro la
schiena, legandoli con un foulard. – Ecco, la bocchinara e’ legata
come un salame e pronta all’uso, Davide. Divertiti, – disse Gianni.

Davide sorrise e prese il capo di Roberta, spingendolo verso di se’.
La ragazza non pote’ far altro che dischiudere le labbra e prendere il
membro del ragazzino in bocca. Inizio’ a succhiarlo, mentre Gianni
assisteva. I seni della fanciulla erano doloranti, e la sua vagina,
stimolata da quanto era successo prima, era bagnata e gonfia. Suo
malgrado, Roberta si rendeva conto di aver bisogno di venire, ma
sapeva che Gianni non l’avrebbe concesso.

Prese a servire il membro di Davide con cura, prendendolo in
profondita’, succhiandolo e leccando. Davide la teneva per i capelli,
e sfruttava quella presa per scoparle la bocca a suo piacimento.
Quando senti’ che stava per venire, le spinse il volto indietro, in
modo che il membro scivolasse fuori dalla bocca di Roberta. Quindi la
spinse di nuovo verso di se’. Roberta fece per riprenderlo in bocca,
ma Davide glielo impedi’, spingendola ancora indietro e poi di nuovo
avanti, appoggiandole il membro sulla guancia. Trattenendola per i
capelli, inizio’ a masturbarsi sul volto di Roberta. Gianni sorrideva
dell’umiliazione che la sua vittima stava subendo da quel
giovanissimo. – Vacca, – disse a Roberta, – voglio che guardi Davide
negli occhi mentre ti riempie la faccia di sborra.

Infine, Davide spinse di nuovo la testa di Roberta indietro, si prese
il membro in mano per dirigerlo, e inizio’ a schizzarle in faccia.
Roberta, secondo il volere di Gianni, guardava il ragazzo negli occhi,
attraverso le lacrime. Gianni schizzo’ una grande quantita’ di sperma
sulle labbra, sulle guance, e persino sul naso di Roberta, e diresse
altri abbondanti schizzi sui seni nudi e legati della ragazza.

Quando Davide ebbe concluso, Gianni fece alzare Roberta nuovamente in
piedi. – Puliscigli l’uccello con la fica, – le ordino’. Costrinse
Roberta a girarsi di spalle verso Davide, e a chinarsi come prima,
massaggiandogli nuovamente il membro con la vagina nuda. Lascio’ che
lei lo ripulisse in quel modo umiliante per alcuni minuti.

– Per oggi, penso che possa bastarti, Davide, – disse quindi Gianni. –
La prossima volta che vieni a lezione da lei, telefonami, – continuo’,
porgendo al ragazzino un bigliettino con il suo numero, – e ti diro’
cosa potrai fare con questa vacca. Se Roberta cercasse di smettere di
darti ripetizioni, o si rifiutasse di fare qualcosa di quanto hai
concordato con me, e’ sufficiente che mi avverti, pensero’ io a farla
rigare dritto.

– D’accordo, – disse Davide. Guardo’ la ragazza seminuda, e disse: –
alla prossima, vacca. – Quindi, riprese la sua roba. Gianni slego’ le
mani di Roberta e le ordino’ di accompagnare Davide alla porta, senza
rivestirsi. La ragazza obbedi’. Gianni li segui’ alla porta.

– Ora, Roberta, apri la porta. Non ti nascondere. Voglio che i tuoi
vicini possano vederti nuda se stanno guardando dallo spioncino o
escono in questo momento di casa.

Roberta, tremando, apri’ la porta. Davide si reco’ all’ascensore, e lo
chiamo’. Roberta, che era ovviamente sulle spine, fece per rientrare
in casa, ma Gianni la fermo’, prendendola per la gruccia, e quindi per
i capezzoli. – Aspetta che sia andato.

Roberta dovette attendere che arrivasse l’ascensore. Temeva che il suo
vicino di casa di fronte, che aveva un debole per lei, avesse
l’abitudine di stare a guardare dallo spioncino quando sentiva del
movimento sul pianerottolo. Nuda, legata, imbarazzata, spero’ che
nessuno la stesse vedendo. Finalmente, arrivo’ l’ascensore. Gianni
saluto’ Davide ad alta voce e, tirando con forza sui capezzoli di
Roberta, la costrinse a fare lo stesso. Quindi, le concesse di
chiudere la porta e rientrare in casa.

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