Roberta ricattata (2002), p. 9b – Un weekend alla fattoria II

Il terribile pomeriggio di Roberta si concluse alle sette e trenta,
quando Romano, Carlo e Rick si presentarono nella sua stanza per dare
inizio alla serata. I tre uomini le si avvicinarono; Romano afferro’
le catenelle agganciate al collare e ai capezzoli della ragazza. –
Alzati, vacca, – le disse, tirandole, mentre Carlo a sua volta la
esortava a muoversi con violente pacche sulle natiche nude.

Senza slegarle le mani o liberarle i seni, la spinsero verso il
piccolo bagno adiacente alla stanza in cui era stata segregata. Qui,
Carlo e Romano lasciarono che Rick si occupasse di lei. L’uomo le
slego’ i polsi e le ordino’ di spogliarsi nuda. Sotto gli occhi dei
tre, la ragazza dovette sfilarsi le calze, le scarpe, e il vestitino.
Rick la spinse sotto la doccia e le ordino’ di lavarsi a fondo,
dicendole di dedicarsi con particolare cura alla vagina e all’ano.
Roberta obbedi’, e i tre aspettarono che avesse finito guardandola,
palpandola, sculacciandola e pizzicandola.

Quando ebbe finito, le liberarono i seni, togliendo le mollette e il
nastro adesivo, che fu brutalmente strappato da Rick. Le mammelle di
Roberta erano ancora livide per la prolungata costrizione, ma,
nonostante il dolore che questo le procurava, fu costretta a
insaponarle e poi strofinarle con forza con una spazzola.

Al termine della doccia, Rick aggancio’ un guinzaglio al collare che
Roberta ancora indossava, e la fece mettere a quattro zampe. In quel
modo la ricondussero in camera, e le mostrarono gli abiti che avrebbe
indossato per la serata.

Rick estrasse diversi capi di vestiario dalla borsa, gettandoli sul
letto. Roberta capi’ solo dopo alcuni secondi che si trattava di una
sorta di versione sexy di un vestito da sposa. Tutti i pezzi erano di
un uniforme color panna. Rick prese dalla borsa anche un sottile
frustino, con il quale colpi’ le natiche di Roberta, per provarne
l’effetto, strappandole un acuto gemito di dolore. – Vestiti, – le
disse, seccamente.

Roberta inizio’ a indossare gli abiti, man mano che Rick glieli
passava. Inizio’ con un paio di autoreggenti, e scarpette con i tacchi
alti. Quindi, fu la volta del vestito vero e proprio, che era
decisamente stretto, in modo da mettere volgarmente in mostra la
pienezza dei seni e delle natiche della ragazza. Sul davanti, il
vestito era chiuso da una serie di bottoncini, e aveva una sezione di
pizzo praticamente trasparente, che mostrava gran parte dei grossi
seni di Roberta. La lunghezza del vestito era proporzionata alle sue
dimensioni; copriva a malapena le natiche della ragazza. Infine,
Roberta dovette indossare un paio di guanti di pizzo, lunghi, che la
coprivano fin sopra i gomiti, e un cappellino da sposa con tanto di
velo. Infine, le fu chiesto di truccarsi.

Quando la ragazza fu pronta, Rick la colpi’ con una nuova staffilata
sulle natiche, dicendole di tornare a quattro zampe. – Per questa
sera, questa sara’ la tua posizione, – disse Romano, girandole intorno
e osservandola. Carponi, Roberta era ovviamente ancora piu’ esposta.
Il vestito non nascondeva piu’ le natiche e in effetti, da dietro, si
aveva anche una perfetta vista della sua vagina nuda.

– Siamo pronti, – disse infine Carlo. – Rick, portala nel salone.

Carlo e Romano uscirono, precedendo Rick e Roberta. Rick teneva
Roberta per il guinzaglio, e la seguiva con il frustino in mano,
colpendola sulle natiche nude di quando in quando. La condusse per un
lungo corridoio, fino a una spessa porta di metallo, presidiata da due
uomini alti e muscolosi, che fecero commenti sulla ragazza carponi, e
aprirono la porta. Roberta fu trascinata da Rick oltre la porta, in un
grande salone. Entrando, Roberta senti’ numerosi fischi e applausi, e,
sebbene non avesse il coraggio di guardarsi attorno, si rese conto che
c’era un pubblico di almeno una dozzina di persone. Roberta riconobbe
fra di loro alcuni di quelli che era stata costretta a servire con la
bocca durante il pomeriggio. La ragazza fu condotta, carponi, fino al
centro della sala, dove era ben visibile da tutti i presenti, compresi
due uomini con telecamere. Le telecamere erano collegate a due grandi
schermi fissati alla parete. Rick la fece girare in tondo in modo che
tutti potessero vedere le sue natiche e la sua fica nuda.

Quindi apparve Carlo. – Amici, – disse, rivolto al pubblico, – questo
e’ il maiale che vi avevo promesso. Come sapete, questa e’ una serata
speciale. La vacca che vedete non e’ una prostituta come quelle che
usiamo di solito per i nostri spettacoli. E’ una ragazza di buona
famiglia, offerta dal mio amico Romano. Questa sera, questo maiale
sara’ umiliato e torturato per il vostro piacere. Le e’ stato spiegato
chiaramente che non dovra’ disobbedire a nessuno degli ordini che le
verranno dati, ne’ cercare di opporsi a quanto le faremo. Non vi
nascondo che tutto cio’ che le accadra’ sara’ contro la sua volonta’.
Proprio per questo motivo, sono certo che troverete lo spettacolo
ancora piu’ intrigante. E proprio per questo motivo, questo maiale
sara’ umiliato come non abbiamo mai umiliato nessuna puttana prima
d’ora.

Gli uomini nel pubblico applaudivano, risero, fischiarono. Roberta si
rese conto della situazione: era evidente che Carlo era solito dare
questo genere di spettacoli, probabilmente a pagamento. Roberta si
rese conto che stava per toccare il fondo della degradazione, ma era
troppo tardi per tirarsi indietro.

– Ora, Rick, – disse Carlo, – penso che dovremmo subito verificare che
il maiale sia obbediente.

Rick annui’, tirando Roberta per il collare, e facendola girare in
modo che il culo nudo della ragazza fosse rivolto verso il pubblico. –
Roberta, divarica le cosce, appoggia la faccia per terra e apriti la
fica con le mani per me. Per mostrare la tua obbedienza, ora ti farai
frustare sulla fica aperta.

La ragazza abbasso’ il busto, appoggiando la guancia al pavimento. Con
le mani guantate si apri’ docilmente le grandi labbra. Sapeva che
stava mostrandosi a tutti e che sarebbe stata frustata in quel punto
cosi’ delicato, ma ricordava bene gli ordini di Lorenzo. Rick si mise
di fianco a lei e le inflisse quattro secchi colpi di frustino sulla
vagina spalancata, strappandole dei pietosi gemiti di dolore. Il
pubblico fischio’ e applaudi’. Qualcuno fece commenti su quanto
Roberta era arrapante.

– Bene, maiale, – disse Carlo a Roberta, – ora ti faro’ qualche
domanda in modo che il nostro pubblico possa conoscerti meglio. E’
chiaro?

– Si, padrone – mormoro’ la ragazza.

– Sei fidanzata, puttana? – le chiese Carlo.

– Si, padrone…. – mormoro’ lei.

– E sei innamorata del tuo fidanzato? –

– Si, padrone, – rispose ancora Roberta. Qualcuno nel pubblico
ridacchio’.

– Quand’e’ che avete intenzione di sposarvi?

– Dopo… la mia laurea – mormoro’ lei, debolmente.

– Il tuo fidanzato deve essere molto contento di sposare una sporca
tettona come te. Sono certo che ti ha messo molte volte il cazzo fra
quelle grasse poppe, vero?

– Si… padrone – singhiozzo’ lei.

– Pero’ non sa nulla del fatto che stai venendo ricattata, e che sei
stata costretta a prendere molti grossi cazzi in tutti i tuoi sporchi
buchi, vero?

– No… padrone… non lo sa, – mormoro’ lei.

– Molti dei cazzi che sei stata costretta a prendere erano molto piu’
grossi di quelli del tuo fidanzato, vero?

Roberta esito’. – Si, padrone, – rispose, arrossendo. Era la verita’.

– E ti e’ piaciuto molto prenderli, vero, maiale?

Lei esito’ ancora. Le era stato chiesto di essere sincera, ma sapeva
anche cosa Carlo e i suoi crudeli ospiti volevano sentire. – Si…
padrone, – mormoro’, suo malgrado.

Carlo fece un cenno a Rick, che prese Roberta per i capelli, facendole
sollevare il viso dal pavimento, costringendola a rimettersi in
ginocchio, di profilo rispetto al pubblico. Quindi, il nero si
slaccio’ i pantaloni con calma, fissandola. – Puoi guardare, – le
disse, accennando alla propria patta. Roberta abbasso’ lo sguardo alla
zip che Rick stava abbassando. Rick si slaccio’ i boxer e tiro’ fuori
il membro, eretto, mostruosamente grosso.

– Ti piace tanto quello che vedi, vero maiale? – disse Carlo.

– Si… padrone… – mormoro’ lei, mentre Rick continuava a fissarla
con un ghigno. Lentamente, l’uomo infilo’ il membro sotto il velo di
Roberta e inizio’ a strusciarglielo sulla guancia. Lo spettacolo di
una sposina vestita di bianco, inginocchiata di fronte a un grosso
membro nero, era molto sensuale.

– Come si chiama il tuo fidanzato, puttana? – la stuzzico’ Carlo.

Roberta esito’ ancora. – Luca, – disse poi, con voce spezzata.

– Luca non ha nulla di simile di offrire alla tua fica vogliosa, vero?
– continuo’ Carlo, mentre Rick le appoggiava il membro sul viso. Il
pene dell’uomo copriva l’intero volto di Roberta, dal mento alla
fronte.

– No… padrone… – disse lei, trattenendo le lacrime. Rick la prese
per i capelli, sollevo’ il velo, e appoggio’ il glande alle labbra
della ragazza, spingendo per costringerla ad aprirle. Quindi, lo fece
scivolare lentamente in bocca a Roberta, assaporando ogni centimetro
di quella lenta penetrazione.

– Un cazzo come quello di Rick e’ quello che ci vuole per far colare
la fica di un maiale come la nostra Roberta, – disse Carlo. – Forza
Rick, divertiti con questa troia che ti desidera tanto.

Il nero sorrise e spinse il membro a fondo, trattenendo Roberta con il
guinzaglio. Quindi, lo sfilo’. Con il frustino, la colpi’ sulle
natiche, ordinandole di girarsi verso il pubblico. Roberta obbedi’, e
l’uomo si chino’ in avanti, palpandole vistosamente i seni attraverso
il vestito. – Se vuoi che te lo metta dentro, prima devi darmi queste,
– le disse. Carlo intervenne. – Cosa ne pensi, maiale? Vuoi farti
scopare quelle grasse poppe da Rick?

– Si…. padrone… – mormoro’ lei.

Rick sorrise, e prese a slacciarle i bottoncini del vestito, aprendolo
lentamente. A ogni bottone slacciato, il vestito, stretto e tirato, si
spalancava di un buon tratto, mostrando la carne nuda dei seni della
fanciulla. Quando Rick arrivo’ al sesto bottone, i capezzoli di
Roberta furono visibili. Le tette erano ancora compresse dal vestito.

Rick si piazzo’ di fronte a lei e diresse il proprio membro verso il
basso, infilandolo lentamente nel morbido incavo del seno della
ragazza. Il pubblico non poteva vedere direttamente la scena, ma le
telecamere la inquadravano. Gli schermi a parete mostravano il grosso
serpente nero che si insinuava nella carne bianca della vittima.

Rick prese a scopare le tette di Roberta dall’alto verso il basso. La
ragazza sentiva il mostruoso membro che le scivolava dall’incavo dei
seni fino all’ombelico, possedendole le tette come ne’ Luca, ne’
nessun altro, aveva mai fatto. Mentre la prendeva in quel modo osceno,
Rick le afferro’ i capezzoli fra le dita e inizio’ a torcerli e
tirarli. Nonostante l’umiliazione e lo sconforto, la ragazza si rese
conto che i suoi capezzoli si indurivano per le attenzioni brutali che
Rick riservava loro. Quando furono completamente eretti, Rick lo
sfilo’.

– Brava maialina, – disse Carlo, mentre le telecamere inquadravano i
capezzoli della ragazza, – le tue grasse tette ci stanno piacendo.
Meritano un piccolo premio.

Due uomini comparvero sulla scena, portando un piccolo macchinario,
costituito da una base rettangolare a cui erano fissati diversi tubi,
che terminavano in cilindri cavi di vetro. Con orrore, Roberta si rese
conto che doveva essere una piccola mungitrice. I due uomini presero i
seni di Roberta, strizzandoli brutalmente, facendo sporgere i
capezzoli, che infilarono in due cilindri di vetro. Quindi, uno di
loro attivo’ la macchina, che inizio’ a ronzare. Roberta gemette,
sentendo che i suoi capezzoli venivano tirati con forza dentro i
cilindri, per effetto di un vuoto d’aria. Alle sue spalle, Rick le
accarezzava la vagina. Quando i capezzoli della ragazza furono
saldamente imprigionati nei cilindri di vetro, inizio’ la suzione vera
e propria. La macchina ronzava, le tirava i capezzoli, li rilasciava,
li tirava nuovamente…

Il pubblico ridacchiava e faceva piccoli applausi. Roberta si rese
conto che nel pubblico c’erano anche diverse donne, che stavano
masturbando i loro uomini.

– Molto bene, – disse Carlo. – Ora Rick, puoi scegliere uno dei buchi
del nostro maiale.

Rick sorrise. – Penso che la puttana vorrebbe prenderlo in culo. E’
vero, Roberta?

Roberta tremava per lo choc della mungitrice e per le sensazioni di
intenso dolore e piacere che la suzione le procurava. – S… si
padrone… – mormoro’, cercando di farsi forza, per compiacere i suoi
tormentatori.

– Metti giu’ la testa allora, – disse Rick, – e offri quel culone da
vacca. Apritelo per me.

Roberta chino’ il capo, appoggiando nuovamente il viso al pavimento e
mostrando il bel culo, pieno e nudo, che sporgeva invitante. Porto’ le
mani alle natiche, e le divarico’ obbediente, mostrando il proprio ano
a Rick e alle telecamere. Il nero si chino’ e le sputo’ nell’ano.
Quindi, vi infilo’ il dito medio, lentamente, a fondo. Roberta gemeva,
gemiti di dolore, che lei pero’ cercava di far apparire come gemiti di
piacere, per soddisfare i suoi padroni. Inizio’ anche a muovere i
fianchi, suo malgrado, come per prendere quel dito piu’ a fondo. Rick
sputo’ di nuovo e aggiunse un altro dito. Lascio’ che Roberta si
muovesse sulle sue dita per un po’, come se si stesse masturbando.

– Ti piace, vero, maiale? – la stuzzico’ Carlo. Mentre lei rispondeva
– si, padrone, – Rick inizio’ a schiaffeggiarle la fica. Quindi, nero
ritrasse le dita e se le ripuli’ infilandole in bocca a Roberta e
facendogliele succhiare. Poi si sposto’, appoggiando il membro all’ano
della ragazza. Sorridendo, inizio’ a spingere. La penetrazione fu
lenta e dolorosa, e strappo’ numerosi gemiti alla povera ragazza, che
cerco’ ancora di fingere che fossero di piacere. Per impalarla ancora
piu’ a fondo sul proprio membro, Rick inizio’ anche a tirarla per il
collare.

Il membro di Rick inizio’ a scivolare lentamente dentro e fuori
dall’ano di Roberta. A ogni affondo, Rick riusciva a penetrarla piu’
in profondita’. Ci vollero diversi minuti perche’ riuscisse a
infilarlo fino in fondo. Quando riusci’ a impalarla con l’intera
lunghezza del suo mostruoso membro, la afferro’ per i capelli. – Tocca
a te ora, puttana. Fammi vedere il tuo grasso culo bianco che va su e
giu’ sul cazzone che ti sta impalando.

Roberta riusci’ a rispondere ancora – si, padrone, – e inizio’ suo
malgrado a muoversi sull’asta di Rick, masturbandolo lentamente con il
proprio ano. Rick socchiuse gli occhi per il piacere che la povera
ragazza gli procurava. Lascio’ che Roberta si impalasse sul suo membro
per diversi minuti, fra i volgari incitamenti del pubblico. Quindi, lo
sfilo’, e si sposto’ davanti a Roberta, tirandola nuovamente su per i
capelli, e forzandola a mettersi a quattro zampe.

Trattenendole il capo, spinse il membro contro il velo di Roberta,
spingendoglielo in bocca insieme alla sua asta. Rick le ordino’ di
tenere la bocca aperta, e inizio’ a masturbarsi, con il glande nero
completamente dentro la bocca della ragazza inginocchiata. Con un
gemito, inizio’ a venire abbondantemente, schizzando attraverso il
pizzo del velo, direttamente in gola a Roberta. Lei accetto’ il seme
di Rick passivamente. L’uomo schizzo’ ripetutamente e poi lo sfilo’
dalla bocca della fanciulla. Le tiro’ su il velo per ripulirsi il
membro delle ultime gocce di sperma, strofinando il proprio membro
sulle guance di Roberta.

– Non ingoiare, – le intimo’. Roberta obbedi’, trattenendo
l’abbondante razione di sperma in bocca. Quindi, Rick la fece mettere
ancora una volta in ginocchio. Senza disattivare la mungitrice, tiro’
i cilindri di vetro, staccandoli dai capezzoli della fanciulla uno per
uno. Chinandosi, le prese la tetta destra in mano, sollevandola verso
la bocca di Roberta. – Ora leccati il capezzolo, cospargendolo con la
mia sborra. Lasciane un po’ per l’altro.

Roberta obbedi’, iniziando a leccarsi il capezzolo destro, lasciando
che una parte dello sperma che aveva in bocca colasse lungo di esso e
giu’ per i suoi seni. Quindi, Rick le fece fare la stessa cosa con il
capezzolo sinistro.

Nel pubblico, diversi uomini avevano gia’ dimostrato di apprezzare
venendo rumorosamente, masturbati dalle donne che giravano in mezzo al
pubblico. Roberta si rese anche conto che tali donne stavano
continuando a raccogliere lo sperma degli uomini in vasetti di varie
dimensioni.

Rick si riallaccio’ i pantaloni, e fu la volta di Carlo di avvicinarsi
a Roberta. L’uomo teneva in mano una grossa spatola di legno. – Hai
goduto come una cagna, con quel cazzo nero in culo, vero? – le disse.

– Si, padrone, – rispose lei, tremando.

– Il tuo fidanzato non ne sarebbe contento. Forse ora vorresti essere
punita per esserti comportata in questo modo. Vuoi che mi occupi di
punire le tue grasse tette?

Lei esito’ un attimo, poi subito si sforzo’ di rispondere. – Si…
padrone… per favore punisca le mie grasse tette….

Carlo sorrise, e si mise dietro alla ragazza. Chinandosi su di lei, le
prese la mammella destra alla base, strizzandola con forza, in modo
che sporgesse verso l’esterno. Senza dir nulla, inizio’ a colpirla con
dei secchi colpi della spatola, di piatto. Ogni colpo risuonava nella
sala, strappava a Roberta un lamento di dolore, e lasciava un’alone
rosso sulla carne morbida, e sozza di sperma, della fanciulla. Quindi,
Carlo fece lo stesso con la mammella sinistra di Roberta.

– Ti piace essere sculacciata sulle tette, vero, maiale? Scommetto che
la tua fica ha tanta voglia di essere usata ancora, subito.

– Si, padrone, – singhiozzo’ lei. – La mia fica… ha tanta voglia di
essere usata ancora…

– Vuoi essere usata in modo molto sporco, vero maiale?

– S… si padrone… in modo molto sporco….

– Bene, – rispose Carlo, facendo un cenno a uno dei due uomini che
avevano portato la mungitrice, quello che si chiamava Tom. L’uomo
rientro’, conducendo al guinzaglio uno dei due cani che Roberta aveva
incontrato quel pomeriggio. La ragazza rabbrividi’ e provo’ l’impulso
di implorare che le risparmiassero l’umiliazione che si preparava per
lei, ma aveva troppa paura. Inizio’ a tremare visibilmente e cerco’ di
asciugarsi le lacrime in fretta, per evitare di incorrere in punizioni
da parte di Lorenzo.

– Signori, – disse Carlo, – ora la nostra brava ragazza, che si
sposera’ dopo la laurea, ci mostrera’ come una brava sposina si
comporta con il suo maritino. Per recitare la parte del marito, ci e’
sembrato opportuno scegliere qualcuno degno di questa puttana: Magnus.

Il pubblico rise e applaudi’. Tom porto’ il cane di fronte alla
ragazza, ancora inginocchiata e piangente.

– Allora, Roberta, – disse Carlo, avvicinandosi a Roberta e prendendo
a palparle la fica, – hai mai toccato il cazzo di un cane prima d’ora?

– N… no padrone – mormoro’ lei.

– Bene, – continuo’ Carlo. – Prendiglielo in mano, ora, e massaggialo
lentamente.

Roberta allungo’ la mano. Due nuove lacrime le rigarono le guance.
Chiuse la mano guantata attorno al disgustoso membro dell’animale, e
inizio’ a masturbarlo lentamente e dolcemente. Il pubblico osservava
deliziato l’immagine di quella ragazza disperata, e cosi’ sexy.

– Di’ a Magnus che lo ami e che desideri prendere il suo cazzo e la
sua sborra. Digli che ha un cazzo stupendo, e che vuoi servirlo per
tutta la vita come una brava mogliettina.

Roberta scosse il capo, esitando. Era troppo orribile. La mano di
Carlo le stava ancora palpando la vagina. – Non posso… – mormoro’,
facendosi coraggio. Carlo sorrise. – Vuoi davvero essere punita,
Roberta? – le disse. – Vuoi davvero passare le prossime quarantotto
ore incatenata nella stalla con la fica disponibile per i miei maiali?

Roberta scosse il capo debolmente. – O… obbediro’ – disse
debolmente. Riprese a massaggiare il membro del cane, sentendolo
indurirsi nella sua mano. – M… Magnus… ti amo… voglio servire…
il tuo stupendo cazzo… tutta la vita… come una brava
mogliettina…

– Cosi’ va meglio, – disse Carlo. – Ovviamente sarai punita comunque
per aver esitato, ma hai evitato la punizione peggiore. Ora
leccaglielo e digli che potra’ sborrare nella fica della sua
mogliettina tutte le volte che vorra’. Chiamalo “amore mio”.

Roberta gemette per il dolore quasi fisico di quell’umiliazione
orribile. Tremando, si avvicino’ al membro del cane, e tiro’ fuori la
lingua, vincendo la repulsione e iniziando a leccarlo. – Potrai…
sborrare nella fica della tua mogliettina… tutte le volte che
vorrai… amore mio… – Il cane doveva essere addestrato, perche’ non
era per nulla innervosito dalle attenzioni che stava ricevendo. Anzi,
sembrava stare decisamente gradendo il servizio che gli veniva
riservato.

– Molto, molto bene – disse Carlo, iniziando a fottere la vagina di
Roberta con due dita. – Ora, tutti sappiamo che le troie come te lo
succhiano ai loro innamorati, al primo appuntamento. Forza.

Ficcando le dita in profondita’ nella vagina di Roberta, Carlo la
spinse avanti verso il cane. Roberta teneva ancora il membro
dell’animale in mano, e, suo malgrado, lo prese in bocca. Il cane
reagi’ mugolando e iniziando a pompare nella bocca della fanciulla, a
un ritmo frenetico. Roberta aveva difficolta’ a trattenere il membro
di Magnus in bocca.

Carlo, nel frattempo, si accovaccio’ di fianco alla ragazza e inizio’
a palparle le tette con violenza, tirandole i capezzoli verso il
basso. – Hai i capezzoli molto duri, puttana, – disse, – vedo che ti
piace il sapore del cazzo di Magnus.

L’uomo fece un cenno ai due assistenti, che andarono a prendere due
larghe scodelle. Il contenuto delle scodelle era quello che Roberta
aveva raccolto quel pomeriggio e che ancora stava venendo raccolto fra
il pubblico. A un cenno di Carlo, i due uomini piazzarono le scodelle
piene di sperma per terra, sotto i seni di Roberta. Quindi, Carlo la
colpi’ con una violenta pacca sulle natiche.

– Basta succhiare, maiale, – le disse, – tuo marito ha diritto a usare
la tua fica, non credi?

Roberta si ritrasse dal membro di Magnus. Carlo la afferro’ per i
capelli, mentre uno degli assistenti prendeva Magnus per il collare e
lo spostava. Quindi, Carlo spinse Roberta nuovamente con il volto
contro il pavimento. In quel modo, ottenne il risultato di preparare
la vagina della ragazza nella posizione migliore per Magnus, e di far
si’ che i grossi seni di Roberta andassero a finire dentro le ciotole
piene di sperma, affondando nel liquido biancastro.

Il cane fu piazzato dietro Roberta e gli assistenti lo aiutarono a
montarla, facendogli appoggiare le zampe sulla schiena della ragazza.
L’animale era molto eccitato e inizio’ a pompare alla rinfusa. Roberta
senti’ il membro peloso che le strusciava fra le cosce, fra le
natiche, per poi infilarsi nella sua vagina.

– Questa troia e’ cosi’ bagnata che Magnus quasi non sente la sua
fica, – disse Carlo. Quindi, si rivolse a Roberta. – Forza, puttana,
incita Magnus a riempirti la fica di sborra. Imploralo di farlo.

Roberta ormai sperava solo che tutto finisse al piu’ presto possibile.
Singhiozzando, inizio’ a incitare il cane. – Ti prego… Magnus… ti
prego riempimi la fica di sborra….

Gli assistenti di Carlo avevano intanto recuperato una terza e ultima
scodella di seme, raccolto durante lo spettacolo, e su ordine di Carlo
lo misero di fronte al volto della ragazza. – Leccalo tutto, – le
disse Carlo. Senza sollevarsi da terra, Roberta fu costretta a
iniziare a leccare il disgustoso contenuto della scodella. Il cane
stava ancora pompando freneticamente nella vagina gonfia della
ragazza. Ansimava ruomosamente, e presto inizio’ a tremare
vigorosamente dietro le natiche rotonde di Roberta. Un gemito della
ragazza fece capire al pubblico che il cane stava schizzando il suo
seme dentro di lei. Il pubblico applaudi’ ancora, mentre Magnus si
ritirava bruscamente, mentre un filo del suo sperma colava fuori dalla
vagina ancora aperta della fanciulla.

Roberta stava ancora leccando il contenuto della terza scodella. Gli
assistenti di Carlo attesero che l’avesse completamente ripulita,
quindi rimossero le due scodelle in cui le avevano intinto i seni.

– Ora, vacca, – disse Carlo, – visto che sei stata brava e ti sei
fatta montare dal tuo maritino, verrai premiata. Tom, porta l’imbuto.

L’assistente di Carlo prese un grosso imbuto di plastica. Roberta era
ancora inginocchiata e china per terra, con le natiche sollevate e
sporgenti. L’uomo le divarico’ le natiche e le forzo’ l’imbuto
nell’ano. Quindi, lentamente, inizio’ a versare il contenuto di una
delle scodelle nell’imbuto. Roberta senti’ il caldo, denso liquore che
le riempiva il retto. Quando la scodella fu vuota, l’assistente
sposto’ l’imbuto alla vagina di Roberta, e vi verso’ il contenuto
della seconda scodella. Il seme era cosi’ abbondante che numerosi
rivoli di sperma scendevano dagli orifizi di Roberta lungo le sue
cosce, insozzandole le calze.

Intanto, le donne che stavano masturbando gli uomini del pubblico
versarono nuovo sperma nella terza scodella. Quando gli assistenti
ebbero finito di travasare sperma nella vagina di Roberta, Carlo la
fece mettere dritta in ginocchio, e le fece voltare il viso verso
l’alto. – Apri la bocca, maiale, e tira fuori la lingua per ricevere
il tuo premio – le ordino’. La ragazza dischiuse le labbra e tiro’
fuori la lingua come le era stato ordinato. Carlo sorrise, e sputo’ in
bocca a Roberta. Quindi, fece un cenno all’assistente, che si
avvicino’ con la terza scodella. Lentamente, anche il contenuto di
quell’ultimo recipiente fu svuotato, nella bocca spalancata della
fanciulla. Lo sperma le riempi’ la bocca, le colo’ fuori dalle labbra,
sul mento, ricadendo in grande quantita’ anche sui seni nudi della
fanciulla.

Lo spettacolo era terminato. Roberta fu condotta fuori dalla sala al
guinzaglio, fra gli applausi dei presenti. Ma il week-end alla
fattoria non era ancora finito.

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