Roberta ricattata (2002), p.10 – Il fratello di Roberta

Il finesettimana successivo, Luca, il fidanzato di Roberta, tornava a
casa in licenza dal servizio militare. I ricattatori di Roberta la
lasciarono libera, e, sabato pomeriggio, la ragazza inizio’ a
prepararsi. Avrebbe cenato fuori con Luca, e poi avrebbero passato la
sera a casa di lui. Roberta aveva passato gli ultimi due giorni a
tormentarsi nel dubbio se rivelare la sua situazione a Luca, sperando
che potesse aiutarla, oppure tacere. I dettagli di cio’ che era
accaduto erano troppo umilianti perche’ potesse trovare il coraggio di
raccontarli. Tuttavia, aveva elaborato una versione dei fatti che
avrebbe potuto riuscire a presentare al suo fidanzato.

Quella sera, ovviamente, Roberta scelse i propri abiti con cura.
Indosso’ un top nero, attillato, che le lasciava scoperto il ventre, e
una gonna lunga. Acquisto’ un completino di intimo molto sexy,
anch’esso nero e indosso’ scarpe con tacchi alti, sebbene non l’avesse
fatto quasi mai, in precedenza. Si trucco’ e profumo’ con cura,
sciogliendo i lunghi capelli neri sulle spalle. Preparata in quel
modo, era una vera bellezza.

L’ansia dell’incontro fece si’ che Roberta fosse pronta con piu’ di
mezz’ora di anticipo. Si sedette sul letto, ripensando a cio’ che
intendeva dire a Luca, aspettando il momento in cui lui le avrebbe
citofonato per portarla a cena.

Mentre aspettava, pensierosa, arrivo’ a casa Alberto, suo fratello.
Era un ragazzo di qualche anno piu’ giovane di lei, alto, piuttosto
bello. Entrando in camera, Alberto le fece un cenno di saluto. Roberta
sorrise. – Com’e’ andata la giornata? – gli chiese. Alberto scrollo’
le spalle, sfilandosi la giacca e buttandola sul letto. Senza dir
nulla, ando’ alla libreria e, da dietro alcuni libri, prese una
videocassetta. Diede uno sguardo a Roberta, e infilo’ la cassetta nel
videoregistratore. Roberta lo guardava senza capire.

Alberto premette play, e si appoggio’ allo scaffale su cui era
posizionato il televisore, rivolto verso Roberta, fissandola. La
ragazza senti’ il cuore che le batteva piu’ forte, e impallidi’ quando
vide le prime scene del filmato. C’era lei, nel salone della villa di
Carlo, vestita da sposa, prostrata a terra, che si apriva la vagina
mostrandola al pubblico. Senti’ la voce di Carlo. “Molti dei cazzi che
sei stata costretta a prendere erano molto piu’ grossi di quelli del
tuo fidanzato, vero?”, e la sua voce tremante che rispondeva “si,
padrone…”

Roberta inizio’ a tremare. – Spegni, – disse ad Alberto. Lui sorrise e
fermo’ la riproduzione. – Questa e’ solo una copia, l’originale l’ho
messo al sicuro. L’ho vista tutta, diverse volte. All’inizio, devo
ammetterlo, mi ha dato quasi fastidio. Ma in seguito, – aggiunse,
portando una mano sulla patta e premendo sui jeans, in modo da
rivelare alla sorella la sua erezione, – l’ho molto apprezzata.

– Come… come l’hai avuta? – balbetto’ Roberta, tremando
visibilmente.

– Mi e’ stata inviata per posta da un certo Lorenzo, insieme a una
lettera. Mi ha spiegato il modo in cui sei stata ricattata. Credo che
fossero preoccupati del fatto che io, vivendo cosi’ a stretto contatto
con te, potessi scoprire qualcosa e ostacolarli. Cosi’, hanno deciso
di propormi di partecipare.

– Partecipare…? – disse lei. – Sono certa che non puoi voler dire
quello che penso.

Alberto sorrise, muovendo alcuni passi verso la sorella. – Non ne
sarei cosi’ sicuro, al tuo posto, sorellina, – disse. – Avere una
sorella maggiore come te… – lascio’ scivolare lo sguardo sul corpo
della ragazza seduta, – con quelle tette… non sai quante seghe mi
sono fatto pensandoti… o frugando nella tua biancheria…

Roberta era senza parole. Gli occhi le si inumidirono di lacrime
ancora una volta.

Alberto sorrise, allungando una mano verso di lei. La ragazza si
alzo’, colpendolo con un ceffone in pieno volto. – Mi fai schifo, –
gli disse, – non provare a toccarmi.

Il ceffone non cancello’ il ghigno dalla faccia di Alberto. Senza
scomporsi, il ragazzo scosse il capo. – Non credo che tu capisca,
Roberta, – le disse. – Ho cercato fra le tue cose, e ho l’indirizzo di
casa di Luca, oltre che l’indirizzo a militare. Potrei inviare una
copia del nastro a lui. O potrei metterne una in casella quando papa’
scende a ritirare la posta. Questo non gioverebbe molto alla tua
situazione, non credi?

– Non puoi fare una cosa simile, – insistette lei, tremando sia di
vergogna che di rabbia. – Sei mio fratello. Dovresti aiutarmi.

– Ti sei cacciata in questo guaio perche’ sei una cretina, e una
puttana, – rispose Alberto, con calma. – Ho una sorella molto
attraente, che vive sotto il mio stesso tetto, ed e’ una volgare
puttana. Per quale motivo dovrei essere cosi’ stupido da non
aprofittarne?

Roberta scosse il capo. – Non parlarmi in questo modo, – gli disse. –
Non puoi fare quello che dici.

Guardo’ l’odioso sorriso ancora stampato sul volto di Alberto. Lui
fece un passo indietro, e si sedette su una sedia. – Dammi le
mutandine, – le disse, con calma.

Roberta non si mosse. – Non ho intenzione di obbedirti, – disse. –
Dammi quella cassetta, Alberto, dammela subito.

Lui scosse il capo. – Hai un minuto per toglierti le mutandine e
darmele. Visto che non hai obbedito subito, mi darai le mutandine e mi
mostrerai anche la fica. Altrimenti, molte persone vedranno cosa sai
fare con i cani.

Roberta cerco’ di protestare ancora, ma Alberto rimase impassibile,
guardando l’orologio. La ragazza si rese conto che, per quanto
orribile e insensato cio’ potesse sembrarle, Alberto non scherzava.
Tremando ed esitando, si sollevo’ la gonna e vi infilo’ sotto le mani.
Il ragazzo la guardo’ sorridendo mentre lei si sfilava le mutandine, e
le prese quando Roberta gliele consegno’.

– Devi anche farmela vedere. Puoi sederti sul letto.

Roberta scosse il capo. – Ti prego, non farmi questo… – disse.
Alberto annuso’ le mutandine della sorella. – Non devi discutere i
miei ordini, puttana, – le disse. – Se lo fai di nuovo, ti daro’ una
bella sculacciata. Dovrai avere molta fantasia per spiegare a Luca
perche’ hai le chiappe tutte rosse.

Roberta fisso’ il fratello con uno sguardo pieno d’odio. – E’
disgustoso quello che stai facendo, – gli disse, sollevandosi la
gonna. – Mi fai pena. – Quando l’ebbe sollevata fino ai fianchi, si
sedette sul letto, e divarico’ le cosce, mostrando la propria vagina
ad Alberto. Nonostante l’atteggiamento duro che cercava di mantenere
con Alberto, i suoi occhi si inumidirono di lacrime di umiliazione
quando vide lo sguardo di Alberto scendere fra le sue cosce.

– E’ per questo che hai avuto quel verbale per l’esame di Calcolo, –
le disse. – Hai un corpo da troia, lo sai, ma non fai nulla per
nasconderlo. Guarda che maglietta ti sei messa per la cena con Luca.
Una puttana con quelle tette non dovrebbe indossare top attillati.
Vuoi farlo rizzare anche ai camerieri, non e’ cosi’?

– No, – rispose lei. – Mi sono solo fatta bella per Luca… non e’
nulla di indecente…

– A me sembra indecente, e non ho intenzione di farti uscire vestita
in quel modo.

Alberto le si avvicino’, fermandosi in piedi di fronte a lei e
slacciandosi i jeans lentamente. – Non farlo, non farlo, – singhiozzo’
lei. – Togliti il reggiseno, senza sfilare la maglietta. – le ordino’
Alberto, continuando a sbottonarsi la patta. Roberta obbedi’,
slacciandosi il reggiseno e sfilandolo da sotto il top.

– Ora solleva la maglietta, senza scoprirti del tutto, ma in modo che
te lo possa infilare fra quelle tettone.

Roberta sollevo’ l’estremita’ inferiore della maglietta, scoprendo i
propri seni fino a poco sotto i capezzoli, mostrando le due soffici
sfere di carne di cui il fratello intendeva godere. Il ragazzo si
abbasso’ i pantaloni e lo tiro’ fuori. Roberta chiuse gli occhi per
non essere costretta a guardare il membro eretto del fratello. Lui si
chino’ in avanti, e lo infilo’ nella maglietta, nell’incavo fra i seni
della ragazza. Fece scivolare le mani sui fianchi dei seni della
sorella, palpandoli per la prima volta, e stringendoseli al contempo
contro il membro.

– Sai cosa devi fare, puttana, – le disse Alberto.

Roberta alzo’ gli occhi, guardando Alberto con tutto il disprezzo che
le riempiva il cuore, ma comincio’ a muovere lentamente il busto,
strusciando la sua carne nuda su e giu’ sul membro di Alberto. Lui le
prese i capezzoli attraverso il top, tirandoli con forza mentre lei lo
masturbava dolcemente con i seni. Roberta lo sentiva scivolare, caldo
e duro, e si rese conto di starsi bagnando. Questo la fece sentire
ancora piu’ avvilita, piu’ sporca. Quando Alberto fu prossimo
all’orgasmo, si ritrasse dal caldo incavo dei seni di Roberta, e lo
prese in mano, iniziando a masturbarsi lentamente, di fronte a lei. –
Guardami il cazzo, troia, – le ordino’. Roberta alzo’ gli occhi,
guardando quel membro gonfio che puntava minaccioso contro il suo
volto. Alberto sorrise. – Ora guarda me, – le intimo’. Lei alzo’ lo
sguardo, guardando il fratello negli occhi. Alberto si avvicino’ e
inizio’ a strusciare il glande, gia’ umido delle prime gocce di seme,
contro le guance della ragazza. Il viso delizioso di Roberta, con un
membro maschile eretto che si strofinava contro di esso, era una vista
molto eccitante per Alberto. Fece scivolare il proprio glande sulle
labbra della ragazza. Spingendo, le fece capire di dischiudere le
labbra. Lei fece cenno di no con il capo, mentre sul suo volto,
l’espressione adirata e disgustata si trasformava in una di
implorazione. Senti’ un brivido nella vagina mentre Alberto, incurante
della sua tacita implorazione, glielo spingeva in bocca. Il ragazzo le
prese la bocca lentamente, spingendolo a fondo, per alcuni secondi,
lasciando che il piacere crescesse in lui. Quando fu di nuovo prossimo
all’orgasmo, lo sfilo’ dalla bocca della sorella. – Metti le mani
dietro la testa e spingi le tette in fuori, – le ordino’, riprendendo
a masturbarsi.

Roberta obbedi’, tremando, e Alberto mugolo’, schizzando il proprio
sperma sulla maglietta di Roberta, coprendole i seni con diversi
abbondanti getti. – Credo che dovrai cambiare maglietta, puttana, – le
disse. Quando si fu scaricato, sempre fissandola, prese il reggiseno e
le mutandine che Roberta gli aveva consegnato e li uso’ per ripulirsi,
insozzando anch’essi del proprio sperma.

Il membro di Alberto era ancora semi-eretto, e lui torno’ a infilarlo
in bocca a Roberta, ricominciando a pompare lentamente fra le sensuali
labbra della ragazza. Roberta senti’ il membro del fratello che
tornava a indurirsi nella sua bocca. – Sdraiati, vacca – le ordino’,
quando fu di nuovo pronto. Roberta si distese sul letto, con i piedi
appoggiati per terra, e le natiche all’altezza del bordo del
materasso. Alberto si accuccio’ di fronte a lei, fra le sue cosce, e
le prese le ginocchia, divaricandole e sollevandole.

– Finalmente vedo questa bella fica da vicino, – disse. Roberta
strinse i pugni e chiuse gli occhi mentre Alberto, avvicinatosi a lei,
iniziava a leccarla lentamente. Il contatto della lingua di suo
fratello sulla vagina la fece rabbrividire. Alberto sorrise, trovando
la sorella bagnata, e assaporandone con gusto il succo. Spinse con la
lingua prima sulle grandi labbra, spostandole mentre le leccava, poi
sul clitoride, e infine dentro il buco bagnato dell’umiliata sorella.
– No… basta… ti prego… – riusci’ a gemere lei.

– Non sono cosi’ stupido da pensare che non ti piaccia, – disse
Alberto, sprezzante, – quindi smetti di fingere, puttana.

– Non farlo, – imploro’ lei, – non puoi scopare tua sorella… ti
prego…

Alberto sorrise. – No, non ti scopero’ ancora, puttana, – le rispose.
– Non ho intenzione di farti godere. Questo e’ il mio regalo per Luca.
Gli mandero’ una fidanzata arrapata e vogliosa come una cagna in
calore.

Detto questo, torno’ ad alzarsi, ergendosi di fronte a lei. – Pero’
non ho intenzione di rinunciare a sborrare di nuovo su di te. Quindi,
sorellina, spero che non ti dispiace se mi masturbo con la tua fica.

Il ragazzo prese due cuscini, e li sistemo’ sotto le natiche della
ragazza, sollevandole il bacino e la vagina per renderla piu’
accessibile. Quindi, appoggio’ il membro fra le grandi labbra di
Roberta. La prese per le grandi labbra, tirandole in modo da farle
aderire ai lati del proprio membro. Quindi, inizio’ a strofinarsi su
quella vagina aperta, lentamente. Roberta cercava di non abbandonarsi
al piacere che persino quell’atto le procurava. – Basta… basta… –
gemeva, ansimando, sapendo che, se non se ne fosse vergognata, quello
che avrebbe voluto implorare era che Alberto lo lasciasse scivolare
dentro. Si stava rendendo conto con orrore che quelle settimane di
sesso continuo l’avevano resa piu’ sensibile, piu’ vogliosa, suo
malgrado.

Alberto continuo’ a masturbarsi sulla fica della sorella per diversi
minuti, finche’ non fu nuovamente prossimo a venire. Quindi, sposto’
indietro il bacino e lascio’ che il glande, e solo quello, scivolasse
nel buco di Roberta. Quindi, inizio’ a muovere il pene avanti e
indietro dentro di lei, senza infilarlo piu’ a fondo, strusciando solo
il glande dentro e fuori il sesso della sorella. Alberto aveva una
certa esperienza di donne, nonostante l’eta’ molto giovane, e mentre
continuava a masturbarsi dentro di lei in quel modo, si preoccupo’ di
controllare che Roberta non potesse raggiungere l’orgasmo.

Il glande di Alberto scivolava sempre piu’ facilmente nella vagina
ormai molto bagnata di Roberta. I succhi di Roberta stavano in effetti
colando dall’orlo della sua vagina, giu’ fra le sue natiche. Alberto
continuo’ a prenderla in quel modo umiliante finche’ non venne
l’orgasmo. Senza ritrarsi, scarico’ una nuova dose di sperma
direttamente nella fica della ragazza. Sentendo il liquido caldo
schizzarle contro le pareti della vagina, Roberta ebbe un gemito di
piacere, che fu subito seguito da numerosi singhiozzi per la cosa
orribile che le era appena stata fatta: anche se non era stato un
rapporto completo, aveva preso lo sperma di suo fratello nella vagina.
Cosa poteva esserci di piu’ terribilmente sbagliato?

Alberto si scosto’ dal buco che aveva appena usato, e prese le
mutandine di Roberta, sporche del suo sperma, infilandole nuovamente
alla ragazza. Quindi, le ordino’ di tornare a sedersi. Roberta
obbedi’. Mentre sentiva lo sperma di Alberto che le colava dalla
vagina nelle mutandine, Alberto glielo mise in bocca per la terza
volta. Con la resistenza di un diciannovenne molto prestante,
ricomincio’ a farlo indurire pompando fra le labbra di Roberta. Lei
sentiva il sapore dello sperma e dei propri succhi. Poiche’ ora era
seduta su due cuscini, era costretta a piegare la schiena in avanti
per prenderlo in bocca. Alberto godette della sua bocca finche’ non si
fu procurato una nuova erezione. Quindi, fece alzare Roberta e la
prese per mano, portandola di fronte allo specchio che ornava la
parete accanto alla finestra.

– Inginocchiati qui, puttana, – le ordino’. Roberta si abbasso’,
inginocchiandosi di fronte allo specchio. Alberto le tiro’ su la
maglietta, scoprendole del tutto i seni, per il gusto di guardarli
mentre godeva la sorella un’ultima volta. Sapeva che a momenti avrebbe
citofonato Luca.

Mettendosi in piedi di fianco a Roberta, le mise di nuovo il membro in
bocca, di lato, in modo che Roberta si potesse vedere nello specchio
mentre, nuda e in ginocchio, lo serviva. – Guardati bene, puttana, –
le disse, – guarda quanto sei troia. Voglio che ti pizzichi i
capezzoli mentre me lo succhi.

Inizio’ a fotterle la bocca. Roberta porto’ le mani ai seni,
cominciando ad accarezzarsi i capezzoli, e poi a stringerli fra le
dita mentre lui lo spingeva a fondo. Vedersi in quella posizione, con
un membro in bocca che, scivolando avanti, le faceva gonfiare la
guancia, le faceva provare un nuovo brivido di umiliazione, piacere,
disgusto, eccitazione. I capezzoli di Roberta si indurivano fra le sue
dita. Alberto la guardava con un ghigno divertito. Capiva quanto la
sorella fosse, suo malgrado, eccitata. – Assaporalo bene, – le disse,
spingendolo a fondo’ lentamente, nella bocca di lei, – giocaci con la
lingua. – Roberta lo lecco’ lungo tutta l’asta. Alberto lo sfilo’
dalla bocca della sorella, tenendolo di fronte al suo viso. – Continua
a leccarlo tutto, e’ il tuo lecca-lecca, puttana. Goditelo.

Guardando nello specchio, Roberta lascio’ scivolare la lingua tutto
attorno al membro, come una bambina golosa. Alberto prese il proprio
membro e lo sollevo’, e Roberta prese a leccargli lo scroto. Lui la
lascio’ fare, poi le offri’ nuovamente il membro da leccare, e infine
glielo rimise in bocca, ricominciando a prenderla a fondo. Dovette
scopare la bocca della sorella molto a lungo prima di riuscire a
raggiungere il terzo orgasmo. Quando senti’ che stava venendo, sfilo’
il membro e lo diresse verso lo specchio, schizzando sulla sua
superficie. Prese Roberta per i capelli, e la spinse verso lo
specchio.

Lei lascio’ che Alberto le facesse cio’ che voleva. Lui la costrinse a
strofinare le guance sulle tracce del suo sperma, a lungo, e poi a
leccarlo. Quando lo specchio fu pulito, le mise il membro in bocca
un’ultima volta. Roberta lo puli’ delicatamente con la lingua,
inghiottendo le ultime gocce di seme che colavano dalla punta del pene
di Alberto.

Soddisfatto, il fratello di Roberta si riallaccio’ i pantaloni con
calma. – Luca sara’ qui a momenti, – le disse, – devi sbrigarti.

Roberta si alzo’, dirigendosi al bagno. Lui la segui’. Mentre Roberta
si lavava il volto, lui la guardava con un sorriso soddisfatto. –
Niente reggiseno, comunque, vacca. Voglio che accogli il tuo fidanzato
degnamente. Inoltre, non devi lavarti la fica. Ti concedo di pulirtela
meglio che puoi con le mutandine, e poi di cambiartele. Niente di
piu’.

Roberta annui’, sottomettendosi al volere del fratello. Come le era
successo con il Marchi, la sensazione di essere assogettata da Alberto
in parte la spaventava, e la disgustava, e in parte la faceva sentire
sicura. Ed eccitata. Il fatto che Alberto fosse venuto tre volte per
lei, anche questo la eccitava. Mentre si lavava il viso, china in
avanti sul lavandino, si trovo’ a desiderare che lui la prendesse da
dietro. Il suono del citofono la ricondusse alla realta’.

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